di SILVIA MICCOLI
COLLEGNO – Nell’ultima seduta consigliare a Collegno si è di nuovo parlato del Liceo Curie-Levi. A illustrare la mozione è stata la consigliera Ida Chiauzzi: “Per tutti questi anni l’Amministrazione Comunale si è fatta carico di quanto necessario per rendere operativa la struttura, per il regolare svolgimento dell’attività didattica”. Ma le richieste di iscrizione sono sempre molto alte e il fatto di poterne accettare solo una parte ha creato diversi disagi alle famiglie e ai ragazzi “rendendo non più procrastinabile il progetto di Villa 6”.
La storia di Villa 6 e del Liceo Curie-Levi inizia molti anni fa, ancora prima che, nel 2010, la Provincia di Torino acquistasse l’edifico. Proprio in quell’anno erano stati stipulati degli accordi con la Regione Piemonte per la sua ristrutturazione, per cui ad oggi sembrerebbero esserci sia i fondi, circa 4,6 milioni di euro, e sia il progetto esecutivo dell’intervento. Ma nonostante questo i lavori non sono ancora partiti.
Nel 2016 il liceo diventa un istituto autonomo, offrendo un’ampia proposta formativa ai giovani che vivono nel territorio. Quest’anno il liceo aveva di nuovo fatto parlare di sé, quando solo la metà delle iscrizioni era stata accolta e con le 70 richieste di iscrizione accettate, si erano formate soltanto tre classi prime. Sono anni ormai che molti studenti liceali fanno classe alla Scuola Media Gramsci di Collegno, in attesa che i lavori possano finalmente partire.
Conclude la consigliera Chiauzzi: “Il Consiglio Comunale di Collegno impegna il sindaco e la giunta a trasmettere la mozione al presidente della giunta regionale, alla sindaca della Città Metropolitana e al preside dell’istituto”.
Il fine della mozione è quello di sollecitare la Regione e la Città Metropolitana a fornire tutta la documentazione necessaria e a dare inizio ai lavori. L’Amministrazione di Collegno sta anche cercando un dialogo con la Città di Torino per poter trovare nuovi spazi ai ragazzi che, per tutti questi motivi, non potranno seguire le lezioni nel liceo dove si sono iscritti. Al proposito, il Movimento 5 Stelle ha presentato sei emendamenti per perfezionare il testo della mozione, tutti quanti rifiutati dalla maggioranza a causa delle tempistiche ristrette.
“Ci sembrava doveroso migliorare il testo – spiega il consigliere di opposizione Davide Di Mauro – anche perché sono informazioni pubbliche di cui l’Amministrazione doveva essere a conoscenza. Rimaniamo delusi che spesso ci viene chiesta una collaborazione ma poi, all’atto pratico, ci viene negata. Ne prendiamo atto e ci comporteremo di conseguenza, nel rispetto sempre del nostro ruolo e dei cittadini”.