
RIVOLI – Celebriamo la vita, la cosa più preziosa che abbiamo, ma che spesso senza pensare la viviamo senza accorgercene, non valorizzandola. La vita è una e dovremmo cercare di viverla al meglio, scoprendo il suo valore più profondo, spirituale. Eppure..spesso la consideriamo un bene di consumo. Dobbiamo avere rispetto per ciò che ci è stato donato.
E qui mi collego in questa breve riflessione alla Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo. Ogni anno si dice che il bullismo fa schifo, che la violenza si deve condannare sempre e comunque. Eppure..fermatevi un attimo e riflettete insieme a me.
Si parla tanto di progresso..ma il progresso dov’è? Dal bullismo siamo passati al cyberbullismo. Oggi, quello che tutti noi dovremmo fare è spiegare alle nuove generazioni (e ricordarlo alle più anziane) che non si deve avere paura, già. Si deve avere il coraggio di denunciare, di parlare e farsi aiutare, sempre. Come sapete, sono un giovane amministratore locale che ci mette tutta la sua buona volontà, passione e capacità in ciò che fa.
Il progresso ha fatto si che si creasse una grande piazza virtuale, dove le persone spesso fanno violenza psicologica forse senza neanche accorgersene. Chi è dunque il bullo?
È quell’emarginato che sfoga la sua frustrazione arrecando un danno al prossimo. Spesso così facendo, si cerca di allontanare una persona dalla vita politica, sociale e culturale. È facile scrivere insulti seduti dietro ad un monitor, vero? Peccato che quando si fa, non si pensa alla reazione che l’altra persona potrebbe avere, non si vede il male che si causa. Sono qui per dirvi che vi capisco, perché io stessa sono stata vittima di tutto ciò.
Gli insulti non sono altro che il tentativo (disperato) delle persone infelici di screditarvi, denigrarvi, umiliarvi nella speranza di sentirsi migliori agli occhi di una società in cui, “se hai un pensiero e una visione di vita diversa”, sei da escludere, da emarginare.
La cosa più subdola è il fatto che spesso queste persone, sono le stesse che si riempiono la bocca di tante belle parole per poi atteggiarsi di fatto come bulli. Dunque, l’appello che vi faccio è questo: fatevi aiutare, sempre. Non vergognatevi, mai.
Anch’io mi sono fatta aiutare, parlate, condividete e non tenetevi tutto dentro. Vi mando un grosso abbraccio virtuale.