di STEFANO TONIOLO
RIVOLI – La questione dei buoni pasto torna ancora ad essere oggetto di dibattito. Il problema era sorto poco prima di agosto, quando con il fallimento di “QuiGroup” (la società a cui i comuni del Piemonte si devono rivolgere per i buoni pasto) il Comune di Rivoli si è ritrovato con dei buoni pasto per i dipendenti comunali di fatto inutilizzabili. È stata un’interrogazione del Movimento Cinque Stelle ieri sera a portare la questione nel consiglio comunale a Rivoli. “Le problematiche legate alla spendibilità dei buoni pasto erano note? È stato valutato di risolvere la convenzione? Quanti buoni pasto sono stati acquistati dal comune di Rivoli? Quanti ne sono stati consumati dai dipendenti?“- ha domandato Giovanni Verna del Movimento Cinque Stelle.
A rispondergli è stato il sindaco stesso Franco Dessì: “Il problema non riguarda solo Rivoli, ma molte amministrazioni. La convenzione scadeva il 26 giugno di quest’anno. Il 17 maggio abbiamo fatto un ultimo ordine, in cui sono stati acquistati 20.600 buoni pasto per un totale di 122.116 euro. Alcuni esercenti non avevano accettato i ticket. Era già successo già ad inizio anno, ma la nostra segnalazione aveva sortito l’intervento riparatore della ditta. Da fine giugno la situazione si è acuita, perché “QuiGroup” ha continuato a onorare le ultime fatture ed è per questo che abbiamo inviato una lettera a Consip a cui non è mai stata data risposta. Il 26 luglio abbiamo proposto la risoluzione del contratto con la restituzione e il rimborso dei buoni pasto inutilizzabili ma non è mai stata data risposta a questa comunicazione. Il 25 luglio invece è stato spedita una comunicazione ai dipendenti per il ritiro e il rimborso dei buoni pasto individuali entro la fine di agosto per evitare che almeno i dipendenti non subissero un danno patrimoniale. Adesso al posto di “QuiGroup” c’è “Sodexo”, che si è data disponibile ad acquistare i buoni“.
Tuttavia non sono stati risolti tutti i dubbi tra le fila dell’opposizione. “Perché i buoni pasto sono stati acquistati lo stesso, anche se si sapeva che “QuiGroup” era prossima al fallimento, visto che le voci circolavano da inizio anno? Ci rimangono 8.809 buoni pasto non spendibili – ha commentato a sua volta Verna. “E’ vero che le prime voci partivano dai primi mesi dell’anno, ma quando siamo intervenuti tutte le fatture sono state poi saldate. Ci è stato poi un incalzare di segnalazioni. L’acquisto è stato fatto cautelativamente, perché sarebbe finita la convenzione” ha risposto infine il sindaco Dessì.