RIVOLI CREDE ANCORA NEL TURISMO? 10 ANNI FA IL COMUNE INVESTIVA 1,2 MILIONI DI EURO ALL’ANNO: OGGI 400MILA

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di PINO SCARFÓ

RIVOLI – “Rivoli… una città turistica?”, è il titolo dell’incontro organizzato ieri pomeriggio dall’associazione Meridiana, presso il museo casa del Conte Verde, sul rilancio del turismo in città. All’incontro ha partecipato Alberto Vanelli, ex direttore della Venaria Reale e oggi nel consiglio di amministrazione di Villa Melano. Facendo una fotografia della situazione attuale, evidenzia quanto il castello sia separato dalla vita cittadina e per un rilancio efficace del turismo in città guarda alle ville, alle strade antiche, al centro storico che sono stati un punto di riferimento per la borghesia torinese del XVII e XVIII secolo. “Sono edifici e luoghi importanti che andrebbero rivalutati, come, ad esempio, Villa Melano che dovrebbe essere pensata come un luogo di attrazione turistica per riflettere, un centro di formazione culturale”.

Il microfono passa al giornalista Riccardo Porcellana: “Rivoli deve confrontarsi con un patrimonio nazionale, sia artistico che culturale, importante e immenso. Da soli non possiamo farcela. Per essere appetibili dobbiamo presentare un prodotto che abbia una riconoscibilità, dobbiamo creare una comunità che sappia accogliere il turista permettendogli di vivere il luogo”. E rileva la necessità di professionisti capaci che siano in grado di progettare un turismo vincente. Prende la parola Bruno Bertero, direttore marketing dell’agenzia turistica del Friuli Venezia Giulia: “Per incrementare il turismo non ci sono regole certe, ma nel momento in cui si individua un territorio bisogna evidenziarne le potenzialità turistiche. Si analizza il territorio e in funzione delle sue risorse si scelgono i visitatori”. Dal pubblico elencano alcuni punti chiave da rivalutare per riaffermare il turismo in città: i poli di eccellenza, la costruzione di una rete di servizi e un sistema integrato e identificato di attrattori, i parcheggi e la viabilità, i mercati rionali e la collina Morenica, i confini di Rivoli con la Valsusa e il fare sistema identificando i luoghi turistici.

L’ex consigliere del Partito Democratico, Pino Sammartano, evidenzia che “il prodotto” a Rivoli non manca, “ma non sappiamo venderlo”. “Nel 2016 abbiamo presentato un progetto proponendo un museo del fumetto interattivo moderno all’interno di palazzo Piozzo, una scuola del gusto nell’ex ospedale e concorsi per giovani architetti per portare l’arte in tutta la città, ma serve un’analisi complessiva del territorio e un piano pluriennale del turismo”, afferma Silvia Bergonzi, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione cultura e turismo.

Per l’ex consigliere di Forza Italia, Aldo Camoretto, “è mancata una politica turistica anche nelle piccole cose”. La presidente della Commissione cultura e turismo, Elisa Pasqualotto, spiega quanto sia importante far rete “per evitare isolamenti anche economici”, e preme sulla progettazione partecipata coinvolgendo i cittadini. Conclude l’evento l’assessore alla cultura, Laura Ghersi, che definisce l’attrazione turistica “una risultanza di molteplici fattori che devono essere coordinati per soddisfare le esigenze economiche e sociali per poter diffondere la memoria dei luoghi, la loro storia e la cultura locale”. Sottolinea un calo significativo delle risorse economiche a disposizione del suo assessorato, passando da 1 milione e 200 mila euro nel 2008 a 400 mila euro nel 2017: “Dobbiamo decidere come vogliamo la Rivoli del futuro e proseguire a piccoli passi, stabilendo a propri che cosa vogliamo fare della città per evitare di sprecare risorse economiche”.

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