RIVOLI E L’ANZIANA PERSEGUITATA DAI VANDALI / LA DENUNCIA DI UN LETTORE

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di ALBERTO DOSIO

RIVOLI  Vi sono storie che non vorremmo mai raccontarvi. Storie che nel periodo delle feste natalizie colpiscono ancora di più, perché invece di sentirci più buoni nell’animo e più solidali, creano un disagio imbarazzante.La vicenda di cui stiamo per parlarvi potrebbe sembrare insignificante rispetto ai grandi drammi, ma non lo è, perché necessità di una chiave di lettura più ampia.

Tutto si svolge a Rivoli, una cittadina che è una via di mezzo fra un paese e una vera e propria città; dove conosci i tuoi vicini di casa ma sei anonimo se esci dal quartiere. A raccontarcela è Dora che ci riceve nella sua piccola casetta soffocata da un edilizia aggressiva tipica degli anni ’70. L’interno della casa è proprio come ce la aspettiamo. Il caldo tepore di una stufa a legna ove all’interno scoppietta un ciocco di legno, il rumore di una vecchia sveglia appoggiata sul mobile in cucina, foto ingiallite dal tempo sulla mensola e altri dettagli ci riportano al periodo della nostra infanzia, nella casa della nostra nonna. In un angolo fa bella mostra di sé un albero di Natale e sotto di esso un piccolo presepe, mentre nell’altro angolo un simpatico cane, unica compagnia di Dora, sonnecchia.


Questa gentile signora con modi di altri tempi, ci racconta gli accadimenti mentre ci offre una grossa fetta di panettone con latte e delle noci in un contenitore dorato a forma di stella. Da circa due mesi è oggetto di una vera e propria persecuzione a cui lei non sa dare spiegazione. Invero – come lei stessa ci dice – non ha nemici ed è molto benvoluta fra il vicinato. Ignoti l’hanno fatta oggetto di diversi atti vandalici. Le hanno quasi distrutto l’auto, una attempata utilitaria di cui lei si serve nei suoi spostamenti di tutti i giorni, inoltre le hanno danneggiato l’abitazione in un caso mettendo a repentaglio la sua stessa sicurezza con lancio di sfere metalliche tramite una fionda e il lancio di bottiglie di vetro all’interno del suo piccolo giardino dove lei ama curare i suoi fiori e le sue piante. 


Dora ha perfino rischiato nel tentativo di estinguere le fiamme dolose dei bidoni dell’immondizia, incendiati dai soliti “ignoti” nottetempo. Mentre ci racconta tutto questo vediamo una dolce nonnina, ma non priva di senso organizzativo. Infatti attingendo alle (poche) risorse economiche e non senza sacrificio Dora ha posto in essere un impianto di videosorveglianza e presumiamo che alcuni filmati al vaglio degli esperti siano risultati molto interessanti ai fini dell’indagine. 

Sì, perché ad ogni accadimento vandalico è seguita una dettagliata denuncia alla caserma dei Carabinieri di Rivoli, che con la professionalità che li caratterizza starebbero valutando alcune ipotesi, mentre il cerchio si sta stringendo intorno ai colpevoli. Nel frattempo questa simpatica e arzilla signora ci confida di non volersi sottomettere a queste indegne intimidazioni e di aver piena fiducia nelle forze dell’ordine e in alcune persone che monitorano la sua situazione da vicino, con molta attenzione e con scrupolo. Per quanto riguarda noi che vi scriviamo, questa vicenda ci lascia con l’amaro in bocca e ci induce a pensare che ormai questa nostra società è stata depauperata di alcuni valori da ritenersi fondamentali per il mantenimento della nostra umanità e, non solo nelle feste di Natale, dove dovremmo essere tutti più buoni.

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