RIVOLI, È SCONTRO TRA GENITORI E COMUNE: CHIUDE LA SCUOLA NERUDA / LA RABBIA DELLE FAMIGLIE: “COSÌ MORIRÀ IL QUARTIERE” / IL SINDACO: “È UNA SCELTA DELLA REGIONE”

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di PINO SCARFÓ

RIVOLI – Botta e risposta sabato mattina tra i genitori dei bambini della scuola primaria Neruda del quartiere Magliasco e l’amministrazione comunale, che intende chiudere il plesso.
“Dopo due anni non si è riusciti a formare una classe prima e su dieci aule presenti nella struttura soltanto tre vengono utilizzate. Oggi non c’è nemmeno un ciclo completo, mentre le indicazioni regionali parlano di almeno due cicli per poter mantenere aperta la scuola” afferma l’assessore all’istruzione Francesca Zoavo. Aggiungendo che “il parere sulla chiusura della scuola è stato espresso dalla Regione Piemonte il 22 febbraio scorso al Dirigente scolastico, giorno in cui anche l’amministrazione ne viene a conoscenza”.

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Ma dalla platea non condividono le spiegazioni del comune e accusano l’amministrazione di aver deciso a priori la chiusura della scuola, convocando inutilmente l’assemblea pubblica: “Invece di aiutarci ci create difficoltà, ma se chiuderete la scuola il quartiere andrà a morire. I negozi saranno i primi a patirne”. Secondo l’amministrazione, le tre classi rimaste dovranno essere trasferite presso la scuola Allende e l’assessore Zoavo assicura che i bambini non cambieranno i propri compagni di classe. “Non vogliamo che i nostri figli siano trasferiti ne all’Allende né in altre sedi, vogliamo che
rimangano nel quartiere dove viviamo”; urlano dalla platea. Il sindaco Franco Dessì ribadisce che la scuola Neruda è sottoutilizzata e che le indicazioni della Regione non possono essere ignorate: “In città ci sono 31 strutture scolastiche per 50mila abitanti circa, mentre dovrebbero servire il fabbisogno di 80/100mila cittadini, quindi una razionalizzazione di quanto c’è sul territorio dovrà essere eseguita, considerando che la sottoutilizzazione delle scuole è diffusa. E so benissimo che chiudere una scuola rappresenta una sconfitta sia per me
che per i cittadini che la subiscono”.

Ma i genitori continuano ad urlare che dalla Neruda i propri figli non se ne andranno: “Perché non chiudete l’Allende, essendoci lavori di manutenzione da effettuare?”. Ma il sindaco ribadisce l’importanza della centralità di quella scuola, rispetto alla Neruda, e soprattutto che la chiusura è dovuta alla scarsa presenza numerica di alunni.

La consigliera comunale dell’opposizione, Giovanna Massaro, interviene sostenendo quanto espresso dai genitori dei bambini e ricordando al sindaco che non si può mantenere aperta una scuola che cade a pezzi, e chiuderne una in buone condizioni. Lo accusa inoltre di non aver detto nulla della chiusura della scuola durante l’ultimo Consiglio comunale, e di non aver portato in questa assemblea i dati tecnici sulla situazione degli edifici scolastici: “Se vi è possibile, evitate di mettere in difficoltà le persone” ha affermato, e ha concluso invitando i genitori a costituire un comitato per confrontarsi con l’amministrazione.

La rabbia dei genitori sale, sentendo il sindaco deciso a chiudere: “Siamo venuti per prenderne atto di quanto avete già deciso e basta? State chiudendo le scuole in periferia favorendo il centro cittadino, che cosa ne volete fare della Neruda?”.

Il presidente del comitato di quartiere Maiasco a Cascine Vica, Marcellino Canteri, prende la parola dichiarando che la storia della Neruda è ben nota da diverso tempo: “Quattro mesi fa ci era stato detto che non sarebbe rientrata nella razionalizzazione, adesso ci state affermando il contrario. La scuola non va chiusa e lo chiede tutto il quartiere”.

L’assemblea si è conclusa con l’invito a partecipare alla riunione della Commissione comunale mercoledì 20 alle ore 18, presso la sala polivalente del Comune.

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2 COMMENTI

  1. Nell’articolo non è stato considerato che nella discussione è emerso che, probabilmente, le azioni e le omissioni del precedente dirigente scolastico (non l’attuale) ha creato questa situazione. Ovvero la metodica dissuasione a iscrivere i bambini alla Neruda dirottandoli in altre scuole come l’Alliende o a Leuman (che dura almeno da circa cinque anni). Il peggio, è che questo signore è riuscito anche a dipingere il quartiere come una sorta di ghetto popolare, persino al cospetto dei genitori stessi in quelle rare occasioni in cui era reperibile.
    Il Sindaco si è impegnato a constatare che gli iscritti all’Alliende (la quale anch’essa non detiene i due corsi), in buona parte, provengono dal quartiere Maiasco. Se risultasse corretto e la scelta dei genitori non fosse stata libera vorrebbe dire che la scuola Neruda avrebbe potuto avere le sue classi al completo e ora non si troverebbe in questa situazione.

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