di ANDREA MUSACCHIO
ALPIGNANO / TORINO – Proseguono le segnalazioni da parte di numerosi cittadini sui disservizi dell’Asl piemontese. Da qualche giorno infatti ValsusaOggi e Cintura Ovest stanno dando voce alle tante persone rimaste “imprigionate” in casa per ritardi mostruosi sugli esiti di un tampone, o avvenimenti simili. Questa volta vi raccontiamo la storia di Luca (nome di fantasia, ndr) e della sua famiglia.
Luca frequenta il liceo scientifico Umberto I a Torino: il 14 ottobre un suo compagno di classe (che noi chiameremo Marco per facilitarvi la lettura), il quale doveva partire per andare a trovare dei suoi parenti, decise di sottoporsi in maniera del tutto volontaria a tampone per evitare di contagiare qualcuno della sua famiglia. Passano sette giorni prima che riceva l’esito: in quel periodo lui sta bene, non avverte alcun sintomo riconducibile al virus, e frequenta normalmente le lezioni a scuola, eppure il 21 ottobre gli viene comunicata la positività al Covid-19. Marco, come da protocollo, avverte l’istituto scolastico torinese di essere positivo al virus: si tratta del secondo caso nella classe, e quindi scatta l’isolamento fiduciario per tutti i compagni.
In attesa di ricevere informazioni precise dall’azienda sanitaria, l’intera famiglia di Luca decide di mettersi in quarantena per cinque giorni, il tempo necessario per evitare una falsa positività al tampone. Passato il breve periodo, il 26 ottobre, Luca e i suoi famigliari si sottopongono al test del tampone rapido presso una struttura privata, che conferma l’esito negativo per tutti i membri.
Tutto finito? Macché. Ieri, giovedì 5 novembre, la famiglia riceve dall’Asl la lettera protocollata che prevede l’isolamento fiduciario per Luca “a seguito di contatto stretto con soggetto positivo Covid-19”. Una comunicazione arrivata in ritardo di 15 giorni. Sono tante le domande che si pongono i genitori, eppure il sentimento comune è quello di rabbia e sfiducia nella sanità piemontese.
“Trovo che questa storia sia ridicola – raccontano a Cintura Ovest – Come pensiamo sia ridicolo che Marco abbia dovuto aspettare 7 giorni per ricevere l’esito del tampone. Per fortuna il protocollo della scuola ha evitato danni peggiori, in quanto nessuno dei suoi compagni è risultato positivo. La gestione sanitaria a livello regionale è catastrofica. Siamo arrabbiati. Questi ritardi ci hanno portato ad essere nuovamente una zona rossa: il sistema di tracciamento è andato totalmente in tilt. Non confondiamo, però, la gestione dilettantistica dell’emergenza con il lavoro dei medici in prima linea. Loro sono da ringraziare per lo straordinario lavoro che compiono ogni giorno”.