di GIANNI DA RONCO (“ALPIGNANO DEMOCRATICA”)
ALPIGNANO – Giovedì 24 maggio il Consiglio Comunale porterà in approvazione alcune delibere; di queste due destano preoccupazione da parte del Gruppo Consiliare di Alpignano Democratica.
In primo luogo il Rendiconto dell’anno 2017 contiene al proprio interno alcuni dati che lasciano intendere che il lavoro di sviluppo del programma del sindaco e della propria maggioranza nel corso dell’anno 2017 abbia già segnato fortemente il passo.
Ci riferiamo in particolare ai seguenti dati che fanno notare come, politicamente, l’attuale maggioranza non abbia dato risposte esaurienti alla città:
- Decremento in numeri assoluti delle attività artigianali/commerciali/imprenditoriali (da 771 a 741)
- Forte calo della popolazione residente (da 17.038 abitanti a 16.679)
- Incremento del numero di disoccupati e delle persone in attesa di occupazione (da 199 nel 2016 a 541 nel 2017)
Il significato di questi tre dati esemplificativi risiede in un unico comune denominatore: la politica fallimentare dell’attuale maggioranza sul territorio.
Ma non sono solo questi i dati che sottolineano il fallimento politico della giunta Oliva.
Il Rendiconto esprime chiaramente l’abbandono del Progetto “Asilo Nido”, dove il numero medio di utenti si è attestato a 21, cifra incredibilmente bassa che spiega bene l’attuale situazione: la maggioranza che governa da giugno 2016 la Città ha intenzione di eliminare un servizio pubblico essenziale, l’Asilo Nido.
D’altra parte come si può pensare ad una politica di investimenti pubblici, se il Rendiconto non prevede alcun intervento a livello di alienazione del patrimonio pubblico? Noi ci chiediamo ancora una volta perché sia stato “congelato” l’iter iniziato nel corso dell’anno 2015 per l’alienazione dell’edificio di piazza Vittorio Veneto (il vecchio Municipio) e perché a distanza di quasi due anni dal suo insediamento il sindaco Oliva non abbia ancora messo mano ad un’ipotesi di cessione di quegli edifici che oggi potrebbero creare risorse immediatamente spendibili per il territorio: ci riferiamo ai locali commerciali di via Nenni e agli edifici delle ex Scuole Borello, Riberi e Turati.
Ma la nostra preoccupazione risiede anche nella variazione al Programma Triennale dei Lavori Pubblici, già oggetto di un precedente esposto da parte nostra alla Corte dei Conti.
Per la scuola Gramsci oltre a tornare all’ipotesi iniziale di finanziamento dei lavori tramite mutuo, l’importo dei lavori si riduce da 1,5 milioni di euro a 1 milione. Ci chiediamo veramente cosa l’attuale maggioranza voglia fare della Gramsci, anche perché il finanziamento coprirebbe un lasso temporale di due anni e, a questo punto, la scuola non riaprirebbe probabilmente nemmeno per la fine del mandato del sindaco Oliva.
Noi continuiamo a sottolineare che l’attuale maggioranza stia perdendo tempo prezioso e che Alpignano abbia bisogno di una scuola nuova e non vecchia e “rattoppata”.
Per non parlare poi di una serie di interventi sugli edifici scolastici esistenti che dovrebbero essere coperti da Contributi Regionali e Ministeriali; la nostra speranza è che ciò accada, ma non è possibile che una maggioranza programmi il futuro della Città prevedendo per una percentuale superiore al 50% per il prossimo triennio delle opere, la cui copertura tramite Contributi Regionali e Ministeriali sia per ora solo un grande punto interrogativo e null’altro.