ALPIGNANO, POLEMICA SULL’ACQUEDOTTO COMUNALE: IL PRESIDENTE E IL CDA SI DIMETTONO

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di PINO SCARFÒ

ALPIGNANO – Giuseppe Accalai, dopo cinque anni di presidenza dell’acquedotto municipale, si è dimesso la scorsa settimana per motivi personali. Altri tre membri avevano rassegnato le dimissioni nei mesi scorsi per gli stessi motivi. A seguito delle dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione, il Comune ha pubblicato, ieri, un bando pubblico per la raccolta delle candidature per la nomina alla carica di un amministratore unico della società, modificando la futura gestione della struttura. Una scelta prevista dallo statuto della società, ma poco o per nulla condivisa dall’ex sindaco Gianni Da Ronco: “E’ vero che lo statuto permette e prevede che l’acquedotto sia retto da un amministratore unico, ma in questo modo non si dà l’opportunità ai soci privati di essere rappresentati nel consiglio di amministrazione. Non si può sbattere la porta in faccia a coloro che hanno fatto nascere questa società ad Alpignano – e aggiunge – Un organo collegiale è sempre meglio di un organo retto da un’unica persona. L’amministrazione dovrebbero avere più a cuore questa vicenda e dovrebbe spendere un po’ più di tempo come hanno fatto le amministrazioni precedenti, perché l’acquedotto è un’importante risorsa per la città”. L’azienda nasce come società privata all’inizio del secolo scorso e soltanto a metà degli anni ’80 il Comune diviene socio di maggioranza con il 68% delle quote, il restante 32% appartiene ad una quarantina di soci privati. Attualmente nell’azienda lavorano due impiegati amministrativi e tre tecnici, mentre la società è gestita da un collegio sindacale. 

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