ALPIGNANO – Con una lettera al Comune di Alpignano e al sindaco Oliva, i residenti di zona Campagnola, nei pressi dell’ex hotel Parlapà, rappresentati da Roberto Tiezzi, Vittore Campi, Nazzareno Sacco, Paolo Rattazzini e Mauro Bosso, esprimono la loro rabbia sulle modalità di accoglienza dei profughi in città. I cittadini, accusando che i profughi ospitati presso l’ex hotel Parlapà disturberebbero la comunità, intaccandone la sicurezza e l’igiene, chiedono di incontrare il Prefetto di Torino.
“Nell’incontro dei sindaci in Prefettura il 2 settembre, era stato concordato il contenimento dei profughi ospitati nell’ex hotel Parlapà in numero 100 persone invece delle 200 inizialmente ipotizzate, con tolleranza fino al 120 in caso di emergenza – recita la lettera degli alpignanesi – era stata anche concordata la richiesta dalla Prefettura all’Arma dei Carabinieri presenti, di monitorare la situazione per comunicare violazioni riscontrate”.
Il 25 agosto, i rappresentati della popolazione residente in Alpignano, hanno tenuto una riunione in comune, concordando la volontà di collaborare nella gestione dell’integrazione dei profughi ed il monitoraggio della corretta modalità di ospitalità e rispetto del bando di gara per l’assistenza stranieri, “con la finalità di rassicurare la popolazione sul mantenimento di normali standard di sicurezza, igiene e convivenza”.
Il 5 settembre, dal Comune, è stato comunicato che in serata sarebbe arrivato un primo gruppo di 20 persone, che sarebbe salito a 40 entro fine settembre, per arrivare progressivamente al numero definito di 100, dopo valutazione congiunta con la Prefettura. Ma i fatti sono altri, come scrivono i cittadini esasperati: “Il 6 settembre è arrivato il primo gruppo di profughi: prima della fine di settembre, i rifugiati erano già circa 120, tutti uomini giovani (causa di ulteriore preoccupazione per la popolazione residente, costituita in prevalenza da anziani, donne e bambini). Il 7 ottobre è stato comunicato l’imminente provvisorio arrivo, per circa 20 giorni, di un ulteriore gruppo di 90 profughi. Dall’8 ottobre, con l’arrivo del suddetto gruppo, il numero presunto di profughi ospitato nell’ex Parlapà è salito ad oltre 210 persone, che si aggiungono agli altri circa 70 profughi già ospitati in Alpignano”.
I rappresentati dei cittadini lamentano che l’elevato numero di profughi concentrati nel Parlapà, sta causando problemi di interazione con i residenti (in particolare con le donne), oltre a problemi di igiene e sicurezza.
“Ribadiamo il nostro impegno nel ricercare proposte per migliorare l’integrazione di queste persone all’interno del tessuto sociale locale, anche in collaborazione con le associazioni del territorio. Per mantenere intatto lo spirito costruttivo di collaborazione nella gestione dell’integrazione e nel mantenimento degli standard di sicurezza, igiene e convivenza reclamati dai residenti, richiediamo al sindaco di trasmettere la presente lettera al Prefetto di Torino richiedendo anche la nostra partecipazione all’incontro di valutazione congiunta della situazione che verrà indetta dal Prefetto”.
Concludono i cittadini nella lettera: “La nostra partecipazione al suddetto incontro, avrebbe lo scopo di poter rassicurare la popolazione residente sul mantenimento degli impegni relativi a numerosità, tempistiche di permanenza e mantenimento delle condizioni di sicurezza e civile convivenza, a fronte della salvaguardia del rapporto di collaborazione instaurato con il comune e messo in pregiudizio dagli avvenimenti”.