INCENERITORE, SCHIAFFO DEI SINDACI DELLA CINTURA ALLA REGIONE: “NIENTE RIFIUTI DALLA SICILIA, O SI VA DAI GIUDICI”

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di DIANA TASSONE 
BEINASCO, GRUGLIASCO, ORBASSANO e RIVOLI- Lettera dei sindaci a Chiamparino contro i rifiuti provenienti dalla Sicilia.

Sono 1300 tonnellate i rifiuti provenienti dalla Sicilia che la Regione Piemonte si è detta disponibile a smaltire al Gerbido.

Alcuni sindaci della cintura ovest, però, sono contro tale decisione e i 4 primi cittadini di Beinasco, Grugliasco, Orbassano e Rivoli hanno preso la decisione di scrivere, di comune accordo, una lettera, denunciando il fatto che non siano pervenute loro comunicazioni ufficiali al riguardo.

“La leale collaborazione istituzionale a fronte di un’emergenza avrebbe suggerito di convocare un incontro urgente e eventualmente un’assemblea di ATO-R per illustrare il contenuto della richiesta, quantità e modalità e ricevere un preventivo assenso da parte degli enti preposti e dei comuni maggiormente interessati”, scrivono i sindaci esponendo il proprio pensiero al riguardo. “Appare chiaro che in realtà questo sta assumendo le caratteristiche di un modus operandi consolidato che tende a saturare l’impianto rispondendo a fabbisogni nazionali e non a riorientare politiche di gestione dei rifiuti piemontesi superando la presenza della discariche”.

“Prendiamo atto”, scrivono ancora i quattro sindaci, “che la Regione invece di ridurre l’impatto ambientale sulla nostra zona, già gravata da Servizi Industriali e casello della tangenziale, su cui ci sono atti di indirizzo del Consiglio Regionale cui ad oggi non sono seguiti effetti, introduce ulteriori elementi di aggravamento con rifiuti di cui non conosciamo le caratteristiche se non quella di essere oggetto di scarsa differenziazione”.

La richiesta dei 4 comuni è semplice: ritirare la disponibilità a smaltire i rifiuti provenienti dalla Sicilia o, in caso contrario, di rispettare l’iter amministrativo. Se tali richieste non verranno rispettate, i sindaci si riserveranno il diritto di fare ricorso, al fine di salvaguardare la salute della comunità, in sede amministrativa, civile e penale.

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